Recensione spot
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Genere

songwriting

Data di uscita

Aprile 2007

Pubblicazione

27 Aprile 2007

Keren Ann

Keren Ann

Capitol

Incuriosisce Keren Ann, per il personaggio volutamente non eclatante e piuttosto in disparte che ha saputo crearsi. Poco conosciuta nel nostro paese, una discografia abbastanza nutrita (i primi due album in francese, collaborazioni con Benjamin Biolay, progetti collaterali e alcune colonne sonore all’attivo) e un’esistenza nomade divisa tra Parigi e New York, esce ora con questo omonimo (il terzo disco cantato in inglese), di cui ha curato anche produzione e arrangiamenti.

Distaccandosi dalla dimensione acustica con cui era più conosciuta, eccola affrontare un pop-rock dagli arrangiamenti particolarmente curati, in cui canta finalmente a piena voce, dopo l’intimismo e il raccoglimento vocale del precedente Nolita (Capitol / Blue Note, 2004). Il songwriting richiama i suoi onnipresenti modelli, da Serge Gainsbourg a Francoise Hardy e Suzanne Vega, per dipartirsi verso atmosfere à la Radiohead e Air (In Your Back per esempio, che fa pensare alle ultime cose di Charlotte Gainsbourg, dove non a caso c’è ben più che lo zampino del duo francese), influssi beatlesiani (la onirica Between The Flatland… ) e song atmosferiche (Liberty con vocals wyattiani) che rimandano a Brian Eno e Philip Glass, ultima passione musicale di Keren.

L’album si snoda tra contrappunti vocali (il singolo Lay Your Head Down), un funk-wave-disco nel pezzo di chiusura (Caspia) e le consuete ballad (The Harder Ships Of The World, Where No Endings End in cui ritroviamo tutto lo spleen di cui è capace la Nostra). Sempre più raffinata, Keren prosegue il suo percorso, ancora teso verso una “classicità” di fondo che la immerge insieme in una dimensione atemporale al di fuori di qualsiasi moda, in cui lei vibra secondo le sue personalissime frequenze.

(7.3/10)

Scheda: Keren Ann

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2007)