Recensione
A Hand Full Of Hurricanes Rose Kemp
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dark rock/noise Voti redazione e staff

Rose Kemp

A Hand Full Of Hurricanes

One Little Indian

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Primo disco su One Little Indian e secondo sulla lunga distanza, A Hand Full Of Hurricanes approfondisce il discorso già intrapreso dalla giovanissima songwriter e chitarrista Rose Kemp con il Mini-Album (2004). Messi da parte i panni della folksinger tradizionale dei primi lavori, la Nostra, figlia d’arte (i genitori sono Maddy Pryor e Rick Kemp del gruppo folk-rock Steeleye Span, attivo fin dai ‘70), molto presente nella fervida scena bristoliana, prosegue tra dark rock/noise e sperimentazione, sue cifre stilistiche, per un album variegato che rappresenta un passo avanti nella sua ancor breve carriera.

Una passionalità manifestata visceralmente alla PJ Harvey e Cat Power, espressa in modulazioni chitarristiche rock-blues tendenti al dark (il singolo Violence, lunga cavalcata con assolo centrale, la oscura e sofferta quasi ghotic-ballad Orange Juice su una relazione finita male, la radiohediana atmosferica Skin Suite), linee vocali a cappella sovrapposte e mandate in loop, che creano un effetto multistrato che rimanda al Tim Buckley più onirico ed all’ultima Bjork (Tiny Flower), ampie jam anche vocali, che ricordano Jeff Buckley (Metal Bird) e ballad più tradizionali accompagnate dalla chitarra (Morning Music, Sheer Terror).

Il mood melodrammatico e spesse volte sopra le righe da una parte e un alternarsi dolceamaro dall’altra dominano l’album, teso continuamente tra esplosione ed implosione, buio e intermittenti lampi di luce, come se la Nostra cercasse una via di mezzo mentre dosa le sue possibilità. Se Rose Kemp manterrà quel che finora promette (lo scarto rispetto alla prova precedente è già ampio), farà ancora parlare di sé.

(7.0/10)

Scheda: Rose Kemp

Pubblicazione: 10 Febbraio 2007

File under: dark rock/noise

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2007)

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