Recensione
We Are All Pan’s People The Focus Group
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Elettronica Voti redazione e staff

The Focus Group

We Are All Pan’s People

Ghost Box

The Focus Group, la creatura di Julian House (fondatore dell’etichetta Ghost Box, assieme a Jim Jupp) rappresenta forse la parte più radicale e integralista dell’intero catalogo. Già il titolo è una dichiarazione d’intenti. We are All Pan’s People fa riferimento sia al dismesso corpo di ballo del Top Of The Pops degli anni Settanta, sia al capolavoro della letteratura horror The Great God Pan (1894) dell’autore gallese Arthur Machen (1863-1947).

Il mondo in cui si muove The Focus Group è popolato da fantasmi, fantasmi di un passato prossimo, dei programmi radio educativi della BBC, serie tv sci-fi, romanzi e film horror. Un pantheon di personalità musicali-letterarie-televisive-cinematografiche off, come Joe Meek, Nigel Kneale, Algernon Blackwood, C. S. Lewis, MB Devot. La musica può essere ad un primo ascolto spigolosa nella sua frammentarietà e varietà di stili: lounge, musique concrète, techno, ma l’idea è proprio quella di ricreare una sorta di zapping radiotelevisivo, che possa indurre l’ascoltatore ad un processo di riattivazione della memoria. Non si tratta però solo  di uno sguardo nostalgico e passivo della Storia, ma si tratta semmai di un tentativo di ri-scrittura della stessa attraverso la ri-cerca e la ri-scoperta di una Passato alternativo, parallelo.Ecco perché siamo un passo oltre alla Recherche proustiana. Unico vero limite di queste 25 tracce, dove risuonano riverberi di un passato tanto glorioso quanto poco conosciuto, sta nel fatto, da non sottovalutare, che l’ascoltatore italiano potrà avere qualche difficoltà a riconoscere elementi di una tradizione che non gli appartiene, il cui contesto culturale e geografico è quello della Gran Bretagna anni ’60 e ’70.

(7.0/10)

Scheda: The Focus Group

Pubblicazione: 01 Aprile 2007

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Nicolas Campagnari
Nicolas Campagnari (Album 2007)

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