Recensione
Tones Of Town Field Music
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Prog Pop Voti redazione e staff

Field Music

Tones Of Town

Memphis Industries

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Tra l’esordio e il novello full-leight dei Field Music c’è una postilla, Write Your Own History, che raccoglie materiale inedito dei Nostri. Quindi il nuovo disco, Tones Of Town, potrebbe, se vogliamo, rappresentare il terzo Lp, quello famoso della maturità o meno. Ma ovviamente cosi non è. Però i tre lavori a confronto permettono un disegno preciso di dove vogliono arrivare i FM. Certo è che tra il debutto e il recente parto d’acqua depurata sotto i ponti ne passa, mentre un timido affluente elettronico sorse tra gli inediti, una digressione hi-tech che non stonava di certo, eppure un gustoso (o pericoloso) interrogativo al futuro lo poneva.

Ma i fratelli Brewis, Peter e David, ed il collega Andrew Moore non cedono ad alcun sistema operativo e autoproducendosi filano dritti nell’innalzare mattoni (new wave) su mattoni (prog meets pop) per il solo gusto, poi, si radere al suolo e ricominciare; incastonando le diverse lune che li abitano nel medesimo orizzonte, quello portuale del Sunderland. Tones Of Town, ordunque, è il secondo lavoro degli albionici, inaugurato i primi di ottobre dal singolo In Context, goliardico saltellio tra primitivi Talking Heads ed edulcorato pop naif; ma il disco viene schiuso da Give It Lose It Take It, eccitante staffetta tra l’irriverente appeal di Todd Rundgren (che non a caso produsse proprio gli XTC) e la seriosità vittoriana dei Genesis (sentitene il tintinnio di synth nonché le puntate al pianoforte e pensate pure Tony Banks). Ma qualora si esiga una gerarchia, il podio delle delizie se lo contendono i centoventi secondi di Kingston, un amplesso di vocine, archi e pianoforte che si rincorrono e si eludono come novelli innamorati; il ritmo in levare di Sit Tight che conferma una delle influenze dei nostri, i Roxy Music, spogliando The Bogus Man dell’aura viziosa a favore di un vaudeville circense, e la perfezione di Place Yourself, tangibile dal fischiettio che ci solletica il labbro.

C’è chi si è sbizzarrito nell’inquadrarli, da Uncut a – permetteteci – noi di Sentireascoltare, e accostarli a vari geni del ‘900, ma il pop del trio è, oggi, in tutto e per tutto spettanza XTC: i totali, compiuti dell’imperativo English Settlement. E toh, guarda un po’ dopo quanti album la cricca di Partridge & Co spiccò il volo?

Attendiamo ansiosi, coprendoci di maniera giornalistica, il terzo, vero parto. Ma nell’attesa godetevi Tones Of Town, deciso step forward.

(7.0/10)

Scheda: Field Music

Pubblicazione: 01 Gennaio 2007

File under: Prog Pop

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)

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