Recensione
Yes, I’m A Witch Yoko Ono
Cover image
autotributo, remix Voti redazione e staff

Yoko Ono

Yes, I’m A Witch

Astralwerks

Bookmark and Share Gallery

Prendete sedici pezzi dal controverso catalogo Yoko Ono, dateli in mano ad altrettanti artisti scelti personalmente da lei medesima, e avrete questo Yes I 'm A Witch, un po' auto-tributo un po' collection di remix.

Figura di culto, la Ono portatrice sana di un potere declinato al femminile non poteva non ispirare le rriot girls di più di una generazione, ed ecco prevedibilmente Peaches rivedere l’orgasmica Kiss Kiss Kiss (da Double Fantasy) in versione electro e Le Tigre Sister O Sisters (dal manifesto politico con John Lennon, Sometime In New York City), qui in salsa elettro-funk, mentre una dimessa Cat Power appare nei backing vocals della malinconica Revelation; Jason Pierce (Spiritualized) stravolge psicoticamente Walking On Thin Ice, mentre Antony (con Hahn Rowe) drammatizza Toy Boat che finisce in una coda evocativa, tra linee di piano e violini. E i Flaming Lips rivedono la Cambridge 1969 di John e Yoko, qui rivestita da un muro di suono e fatta suonare come una melodia colemaniana, per usare le parole di Wayne Coyne.

Altrove non tutto è allo stesso livello; in sostanza, risultati alterni per un album che fa soprattutto emergere la Ono, accrescendo la consapevolezza della sua incisività per la scena trasversale nel corso degli ultimi trent’anni, se non di più.

(6.8/10)

Scheda: Yoko Ono

Pubblicazione: 06 Febbraio 2007

File under: autotributo, remix

| Archivio
Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2007)

Rss

Abbonati al feed di Teresa Greco

copertina pdf #91