Secondo disco per il percussionista francese Thomas Belhom, che vanta collaborazioni con Calexico nei primi anni del millennio (ai tempi della coppia Amor Belhom Duo) e una lunga permanenza americana dalle parti di Tucson, Arizona. Una volta tornato in Europa, intraprende una carriera solista, con intermezzi in cui suona con David Grubbs, arrivando ora a No Border, registrato tra Monaco, Londra, Nashville e Parigi.
Il deserto e il suo sound eletto a categoria dello spirito, con un’attitudine nomade nordeuropea, per un pop-lounge da sonnolenta soundtrack: questa la cifra stilistica del Nostro. No Border ospita musicisti e amici come Stuart Staples - con cui Thomas aveva già collaborato nel recente Leaving Songs - che qui offre la voce profonda nella lunga ballad atmosferica South Over The Seven Hills; Volker Zander (già con Burns e John Convertino, contrabbassista nell’ultimo tour di Amor Belhom Duo), Kim Ohio (Mad River, alla voce in tre pezzi), Paul Nihaus (Lambchop, alla steel guitar).
Tra un rifacimento di Pink Turns To Blue degli Husker Du, il languido lounge morriconiano della title track, ballate country-pop (Hey Man) e psych (Always) e rap con clap-hands waitsiani (Sous un Hélicoptère) Belhom riafferma la sua libertà di apolide e libero cittadino del mondo, sin dal titolo del disco. No Border, senza frontiere di nessun genere. Anche musicali.
(6.8/10)
Scheda: Thomas Belhom
Pubblicazione: 10 Gennaio 2007
File under: pop lounge
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