Il duo Devenra Banhart / Andy Cabic riporta all’attenzione la leggenda folk americana Michael Hurley, che ha attraversato discontinuamente gli ultimi quarant’anni, da metà Sessanta fino ad oggi, con la sua musica scarna e di rara intensità. Stralunato cartoonist, umorista e outsider che potrebbe per certi versi essere accostato a un Daniel Johnston, ma consapevole, è il portatore di un talento misconosciuto, che ha costituito un culto sotterraneo per qualsiasi folksinger che si rispetti.
In Ancestral Swamp si ritrovano una serie di nude ballads folk-blues, frutto di registrazioni casalinghe effettuate negli ultimi 6/7 anni, con accompagnamento per lo più di chitarra - ma una band è qui presente - (si ascolti il folgorante incipit con la sentita Knockando, pura essenza distillata in salsa lo-fi, così come l’inquieta 1st Precint Blues), organo e piano (Dying Craposhooters Blues omaggio a Blind Willie Mctell), canzoni che si distendono anche in country-blues alla Johnny Cash, omaggiato con la classica Streets Of Laredo. Tra gli ospiti Tara Jane O’Neil che presta la voce in un paio di pezzi (El Dorado, su parole di Edgar Allan Poe - altro omaggio - e Light Green Yellow). Altrove è il fiddle ad accompagnare melodie che sanno di vecchio mondo (Gambling Charlie), insieme a malinconie e solitudini che oggi appaiono fuori dal tempo ma non per questo fuori tempo.
Un ritorno ispirato quindi per un album di cruda intensità, che non possiamo che sostenere fortemente.
(7.3/10)
Scheda: Michael Hurley
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