Recensione
Lynn Teeter Flower Maria Taylor
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songwriting, country rock Voti redazione e staff

Maria Taylor

Lynn Teeter Flower

Saddle Creek

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Arriva al secondo album solista Maria Taylor, già nelle Azure Ray e Now It’s Overhead e con collaborazioni per il compagno di vita Conor Oberst aka Bright Eyes. Dal dream pop marchio di fabbrica del gruppo madre la Nostra si è spostata anche verso derivazioni folk e indie-pop/rock già dal primo disco, 11:11 (Saddle Creek, 2005) e Lynn Teeter Flower prosegue su questa scia.

La sua cifra stilistica mixa in egual misura songwriting, anche di estrazione femminile (Suzanne Vega – si veda la ballad in acustico Clean Gateway - ma anche Carole King) ed evidenti debiti beatlesiani (nell’onirica Smile And Wave, lennoniana di memoria Strawberry Fields, o nell’incedere di Replay), indie-pop (A Good Start, No Stars), battiti elettronici sparsi (Irish Goodbye, My Own Fault con la drum machine a tenere il ritmo mentre chitarra elettrica ed organo si inseguono), ed echi country-rock nella svelta The Ballad Of Sean Foley, song dall’incedere nervoso che fa la differenza, scritta e cantata con Oberst.

In sostanza un album discontinuo, con alcuni cali e qualche picco che non riesce però a sollevare più di tanto la media.

(6.2/10)

Scheda: Maria Taylor

Pubblicazione: 10 Marzo 2007

File under: songwriting, country rock

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2007)

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