Recensione
Dylanesque Bryan Ferry
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Bryan Ferry

Dylanesque

Virgin

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Ferry sings Dylan è da tempo una categoria a sé: il Roxy Music si era cimentato nelle interpretazioni di Bob Dylan già nel 1973 (in These Foolish Things con A Hard Rain's Gonna Fall), e nel recente Frantic (2002; It's All Over Now Baby Blue e Don't Think Twice It's All Right). Ora realizza un intero album, registrato in una settimana di fine 2006 con la backing band che lo accompagna in tour in questo periodo e con l’ospitata di Brian Eno (effetti sonori in If Not For You) e Warren Ellis (l’arrangiamento d’archi in Positively 4th Street).

Come è lecito aspettarsi, abbiamo dei rifacimenti rimasticati alla maniera di Bryan Ferry, metabolizzati e resi con sua la consueta classe, musicalmente piuttosto leccati, e il contrasto con gli originali, prevedibilmente, stride. Stride anche e soprattutto il paragone vocale: non potrebbero esserci stilisticamente ed esteticamente due voci tanto differenti, ed il risultato è un inconsueto viaggio nell’universo dylaniano D’altra parte Ferry stesso ne fornisce una chiave di lettura (“La gente si aspetta qualcosa di molto raffinato da me. La mia voce e' diventata più profonda negli anni e queste canzoni credo che si adattino perfettamente alla mia interpretazione. D’altronde sono stato abituato dal jazz a rendere una canzone in diversi modi”) stabilendo un legame tra i due universi o quantomeno una chiave di lettura motivazionale sulla scelta e la resa dei pezzi.

Il crooning del Nostro ingloba le undici canzoni del disco uniformandole al suo standard stilistico e impressiona sentirne alcune storiche, come Simple Twist Of Fate, qui ballad veloce che niente conserva della sua tensione, per non parlare della protest song classica The Times They Are A-Changing o Knocking On Heaven’s Door, mentre Make You Feel My Love acquista toni romantici del primo Tom Waits (ricordando On The Nickel) ; d’altra parte song come All Along The Watchtower e Gates Of Eden suonano bene e danno il senso a questa operazione. Che poi Ferry si diverta nel cimento è evidente, e questo è anche parte del gioco.

(6.9/10)

Scheda: Bryan Ferry

Pubblicazione: 10 Marzo 2009

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