Recensione
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Genere

Electronic

Data di uscita

Dicembre 2005

Pubblicazione

01 Dicembre 2005

Echran

Echran

Ebria Records

Non è facile per un progetto di musica elettronica “radicale” riuscire ad essere coinvolgente. Anzi, forse il coinvolgimento emotivo mal si associa a una musica fredda, “oggettiva”, distaccata. Eppure ci sono alcune band (e tra queste ci inserisco gli imprescindibili Double Leopards) che riescono nell’intento di trasformare quelle atmosfere terribilmente “dissociate” in un mantello (freddo, per carità) avvolgente e travolgente.

Il ritorno sulle scene di Davide Del Col, già noto per i suoi numerosi progetti dark-ambient con il nome di Ornament, è firmato assieme al connazionale Fabio Volpi (voce e programming). Progetto tutto italiano, dunque, anche se non sembrerebbe al primo ascolto. La voce in perfetto francese di Volpi che commenta con caldi sussurri i suoni elettronici, spiazza da subito l’ascoltatore non informato sulla provenienza dei due.

Non mi piace affibbiare etichette, men che meno proporle. Ma nel caso degli Echran mi sembra non solo sensato, ma anche opportuno (la discussione è ufficialmente aperta) parlare di post-techno.

Il sound del duo italiano, misto di elementi industrial, elettronica al limite del rumorismo e andamento ripetitivo e minimale, sembra decomporre e ricostruire i materiali sonori della techno più oltranzista e dell’ambient più inquietante per spogliarli di tutti gli elementi di ballabilità, esaltando il lato più ipnotico del ripetitivismo. In questo senso, post-techno vuole indicare il superamento, attraverso l’estremizzazione e la sottrazione, degli elementi di base della techno, quali la stratificazione e la ripetizione continua. Niente beats, dunque, ma tappeti sonori elettronici fatti di suoni glitch, fruscii, suoni singoli reiterati all’infinito e assoluta assenza di melodia, che potrebbero richiamare alla mente i migliori Pan Sonic. Nonostante queste caratteristiche, la musica riesce a mantenere un’incredibile tensione, evitando magistralmente il rischio incombente della noia, che solo in alcuni casi isolati si affaccia all’orizzonte, per poi dissolversi sotto i colpi del synth di Davide Dal Col e la voce di Volpi, che recita versi francofoni come se fosse un poeta.

Nato dalla collaborazione tra la Ebria Records e la Small Voices, l’esordio di Echran chiude il 2005 e apre il nuovo anno aggiungendo un’altra grande produzione al panorama della musica indipendente nostrana. Un lavoro sopra le righe, sopra la media, che per una volta riesce a far entusiasmare con convinzione anche chi va cauto per principio nei riguardi delle novità.

(8.5/10)

Scheda: Echran

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2005)