Di questo trio australiano trapiantato in Europa se ne è parlato di recente, quando l’anno scorso la Beggars Banquet ha ristampato il loro Coal; è bastato per far sì che nascesse un piccolo culto anche dalle nostre parti. Quello era già il secondo album dei Devastations, formazione debitrice in larga parte al romantico songwriting noir del conterraneo King Ink e dei cari vecchi Tindersticks; adesso, per il primo album rilasciato direttamente dalla storica label inglese, quelle atmosfere rarefatte e fumose si fanno liquide, dense e sfuggenti come il mercurio.
In Yes, U si delinea insomma una svolta a tutti gli effetti, in direzione di una personalità più marcata; merito dell’elettronica (il cui uso ci riporta dritti dritti agli ultimissimi Low, come in Oh Me Oh My), che altresì vira il sound verso certa wave ’80, quando non verso il trip hop (il denso tappeto di The Pest), senza timore di nascondere certe velleità da soundtrack (gli Air infatuati Gainsbourg di As Spark); altrove le tinte si fanno distorte (Rosa), poppy (Mistake), acustiche (The Face Of Love). Nessun miracolo, beninteso, ma i segni di una bella crescita - non ancora completa, ci sembra - ci sono tutti.
(6.8/10)
Scheda: Devastations (The)
Pubblicazione: 01 Novembre 2007
File under: Indie
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