Recensione
David Thomas Broughton vs. 7 Hearts David Thomas Broughton
Cover image
Indie pop Voti redazione e staff

David Thomas Broughton

David Thomas Broughton vs. 7 Hearts

Acuarela Discos

Mini album di 5 pezzi che dura più di un CD medio (un’ora), vede la collaborazione dell’obliquo/ubiquo Broughton con il collettivo di Leeds 7 Hearts. Quest’ultimi sono dediti a una sorta di chamber improv mista a jazz, folk e contemporanea, con influenze balcano-orientali a completare la mistura. Album registrato in una chiesa della loro città, come del resto era l’esordio del Nostro, vs. 7 Hearts è un lungo fluire magmatico, in parte improvvisato, accompagnato dagli archi (violini, clarinetto) dell’ensemble che comprende anche un contrabbasso, e dal consueto chitarrismo looopato, che richiama immediatamente la prima opera sulla lunga distanza di Broughton, The Complete Guide to Insufficiency, in questo caso molto meno scarno per l’accompagnamento al seguito.

Così l’opener Weight Of My Love assume le sembianze di una drammatica ballad noir puntellata dagli archi che diventa man mano chamber folk livido, una sorta di Nick Cave primigenio, così come la lunga suite No Great Shaker che finisce in una coda scomposta. E Fisted Hand si apre distendendosi in melodia per poi richiudersi nel finale, preparando il terreno alla conclusiva River Outlet, odissea narrativa e la più scarna del lotto, per voce, chitarra ed effetti, mentre gli archi qui la puntellano sottolineandone i momenti più drammatici, fino al parossismo finale. Album scuro, fa intravedere un altro possibile percorso (mentre fervono numerose altre collaborazioni intanto) e conferma la vena irrequieta e paradossale insieme del musicista di Leeds. In attesa di altri progetti

(7.2/10)

Pubblicazione: 01 Novembre 2007

File under: Indie pop

| Archivio
Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2007)

Rss

Abbonati al feed di Teresa Greco

copertina pdf #91