Recensione
Darren Hayman And The Secondary Modern Darren Hayman
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Indie Voti redazione e staff

Darren Hayman

Darren Hayman And The Secondary Modern

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Darren Hayman, qui al secondo album solista e negli ultimi dieci anni coinvolto in una serie di formazioni (tra cui gli Hefner poi diventati il suo progetto in solitaria), in realtà lo diresti più americano che britannico. Un suono, il suo, figlio dei Television in primis e del rock USA, a metà tra revival byrdsiano alla Robyn Hitchcock e R.E.M., e un incedere nervoso proprio di certa new wave di filiazione UK (di derivazione Elvis Costello) questa volta sì anche se in misura minore. Questo self titled così composito allora colpisce per pienezza di suono, sia quando rifà il verso al Tom Verlaine acido (Rochelle), o al Jagger più blues (Higgins Vs. Reardon, Nothing In The Letter) sia quando si distende nelle ballad ibride folk-blues (Elizabeth Duke) di derivazione hitchcockiana (Straight Faced Tracy) in cui la fanno da padrone assoli di banjo, mandolino,violino, ukulele, french horn, oltre ai canonici strumenti.

E infatti non sorprende sapere che Hayman fa parte di un supergruppo bluegrass, anche se qua e là non mancano lievi spruzzate di synth, retaggio di una sua fase precedente. Le soluzioni di arrangiamento mai banali e una scrittura effervescente insieme a testi ironici (e tuttavia fatalisti) fanno così la differenza in un disco del genere, che altrimenti correrebbe il rischio di rimanere ancorato a un puro spirito emul. Ma il punto di forza di Hayman consiste soprattutto nell’ essere songwriter accorto e mai banale.

(7.0/10)

Scheda: Darren Hayman

Pubblicazione: 01 Novembre 2007

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