Recensione
Exit Decades Cut City
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Indie Voti redazione e staff

Cut City

Exit Decades

GSL | Gold Standard Laboratories

Splendidi anacronismi in confezioni luccicanti. Fossero usciti nel 2000, in contemporanea agli Interpol, o avessero preso almeno il treno degli Editors, questi quattro ragazzi svedesi avrebbero senz’altro guadagnato un posto in scaletta, ma ora che il fenomeno revivalista è stato riproposto, ripreso, rimasterizzato e coverizzato fino alla nausea, il loro debutto suona scontato e anacronistico. Dicevamo dell’EP omonimo nel 2005: mancanza di personalità ma buone canzoni, compatte e senza fronzoli. Ora, appurata una produzione migliore e un ventaglio di riferimenti leggermente ampliato, non ci resta che ribadire gli espedienti utilizzati. Like Ashes Like Millions e Numb Boys e Dull Miles suonano esattamente come gli Interpol, Anticipation (con tanto di tastiere wave 80 in autocompiacimento) scopiazza Echo & The Bunnymen e Cult in un discorso più roccioso (ma emulo), Damaged cala la maschera plagiando strofe dei Joy Division senza troppi patemi. Per capirci basta questo. Se non riuscite a far a meno d’aspettare maggio per l’uscita della nuova fatica degli Interpol, dategli un occhio, altrimenti passate la mano.

(5.0/10)

Scheda: Cut City

Pubblicazione: 01 Marzo 2007

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)

Rss
copertina pdf #91