Recensione
Strength In Numbers Calla
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Rock Voti redazione e staff

Calla

Strength In Numbers

Beggars Banquet

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Dopo le discusse collisioni del precedente album di due anni fa, ci riprovano, i Calla. Ripartiamo da zero, come fosse un esordio. Anzi no: mettiamo da parte subito gli stralci di Collisions (sono tanti), e via via all’indietro fino allo splendido self-titled, per giudicare poi se esiste una personalità di questo Strength In Numbers.

Per essere meno gentili, salviamo il salvabile; e non è la darkitudine generalizzata (Bronson, il singolone, ha una batteria da Closer dei Joy Division), compiuta nel flagrante del basso wave (perso Donovan già da un pezzo) di Dancers In The Dust, ma soprattutto sulle linee vocali sussurrate (Sanctify, Defenses Down, per citarne solo due) che procurano, va detto, non poca noia. È piuttosto il crescendo di Sylvia's Song a reggere ancora; la sua marcetta della batteria (sia lodata) convince il solito canto ad essere diverso, struggente ma positivo. Oppure Sleep In Splendor, che secondo una struttura analoga mutua da una melodia à la ultimi Blonde Redhead (munita anch’essa di percussioni da banda) un excursus nel fiume nero del post-, lento fiume nero, lenta galleria a serpentina, da cui si può uscire, e i Calla ne sono usciti.

Altrove, questo è il punto, siamo di fronte a canzoni evitabili – Rise su tutte, che ha pochissimo dell’ascesa, molto della fine degli anni 80, o Stand Paralyzed, che brucia un avvio da incubo sornione Black Heart Procession con una ballata che sembra dei Coldplay. Tralasciati gli snobismi, rimane la sostanza di un’annunciata delusione

(5.8/10)

Scheda: Calla

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

File under: Rock

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Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2007)

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