Già dalla doppietta Wide Awake/Digital Ash si era capito che il 2005 sarebbe stato l’anno della consacrazione – più o meno – definitiva per Bright Eyes. Cosa può esserci di meglio di un live celebrativo a suggellare il tutto? Il materiale qui presentato proviene però soltanto dal tour “acustico”, quello avviato nei primi mesi dell’anno passato in promozione di I’m Wide Awake It’s Morning. Quindi, lasciati per il momento nel cassetto i giochi con Faint e Postal Service (gustati dalle nostre parti a Ferrara Sotto le Stelle), godiamoci in azione una band di sette elementi - col produttore-tuttofare Mike Mogis sugli scudi – che si prodiga in un sound “americano” come non mai (particolarmente efficace in tal senso la tromba di Nate Walcott).
Il repertorio è, manco a dirlo, folk-oriented, da At The Bottom Of Everything a Scale, da Landlocked Blues a Method Acting, senza dimenticare un paio di chicche per intenditori come la b side True Blue o la dylaniana When The President Talks To God; chiudono il cerchio due cover (non particolarmente esaltanti in verità), Mushaboom di Feist e The Biggest Lie di Elliott Smith. Motion Sickness è una buona panoramica sulla dimensione “cantautorale” di Oberst, anche se, ad essere onesti, queste esecuzioni dal vivo non aggiungono granché all’elefantiaca produzione del ragazzo di Omaha.
(6.5/10)
Scheda: Bright Eyes
Pubblicazione: 01 Novembre 2005
File under: Pop
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