Ristampa
Asobi Seksu Asobi Seksu
Cover image
Shoegaze Pop Voti redazione e staff

Asobi Seksu

Asobi Seksu

One Little Indian

Bookmark and Share Gallery

Tempo di ristampe a passo di gambero per gli Asobi Seksu. Dopo Citrus,seconda prova dei newyorkesi un po’ giapponesi, ora la One Little Indian ne ristampa anche l’esordio self titled, che uscì inizialmente nel 2002 (ma per pochi fortunati) e poi già fu ripubblicato nel 2004 da Friendly Fire. Senza cattiveria, uno a volte si chiede il perché delle cose.

Procedendo anche noi all’indietro, riprendendo Citrus prima di questo disco, scopriamo l’origine della vena shoegaze della band, e onestamente non è una festa. Certo, uno può dire che anche i My Bloody Valentine non hanno fatto solo cose brillanti prima dei due diamanti che uscirono in long playing. Ma loro erano in medias res, decidevano (anzi: hanno deciso) dello shoegaze; e comunque il paragone, mi si perdoni, non reggerebbe neanche coi vari This Is Your My Bloody Valentine o Sunny Sundae Smile.

Insomma l’origine di quella vena è poco incisiva, e il fatto è che alla fine i risultati migliori sembrano emergere dai brani che, sì, sono potenzialmente shoegaze, ma in definitiva indie pop pseudonipponico (l’iniziale I'm Happy But You Don't Like Me, Umi De No Jisatsu), quasi lounge nei casi migliori (Taiyō è forse la canzone più convincente di tutto il disco), è tutto dire, sia per le pieghe che il gruppo avrebbe potuto prendere (sì, sto tendenziosamente suggerendo: “che avrebbe fatto meglio a prendere”), sia per un’opinione personale dello scribacchino che in questo momento li sta ascoltando. Come già per il postpostrock mogwaiano (che fra l’altro fa espresso capolino in It's Too Late), è tempo di severità.

(5.0/10)

Scheda: Asobi Seksu

Pubblicazione: 01 Ottobre 2007

File under: Shoegaze Pop

| Archivio
Gaspare Caliri

Rss
copertina pdf #91