Avvertenza: Theology e The Religious Experience sono dischi da ascoltare al buio e a volume altissimo. Due dischi pensati e studiati da quattro individui, Valerio Tricoli, Stefano Pilia, Claudio Rocchetti e Tony Arrabito, che giunti a questo punto, dopo il successo di critica del precedente A Year of the Aural Gauge Operation (Häpna, 2005), non possono più nascondersi, sono l’ensemble faro di una scena sperimentale italiana e devono farsene una ragione. Per non lasciare dubbi, loro, non solo non lasciano. Raddoppiano. Plasmano due dischi gemelli, che in comune hanno data di nascita e materiale di partenza, ma spetta all’ascoltatore trovare punti di collegamento e rimandi.
Theology, diviso in due lunghe suite, I Am Daughter e The Cradle, rispettivamente di trenta e venti minuti, è il primo ad essere stato concepito ma anche quello che richiesto maggior tempo di lavorazione. Appena I Am Daughter inizia si capisce subito come le atmosfere siano diventate più plumbee ed opprimenti, rispetto al disco per Häpna, sembra di essere ricatapultati nell’universo buio e tenebroso di Metaprogramming From Within The Eye Of The Storm (Bowindo, 2005), secondo parto solista di Valerio Tricoli, ma è pure evidente come la musica contenuta qui vive di punti di tensione differenti. Brandelli di canzoni immersi in un caleidoscopio di suoni scarnificati, dolorosi, sempre determinanti e essenziali. A subire l’evoluzione maggiore è la voce che spazia dal canto sacro, affine al concept religioso dei dischi, alla tenera e ammaliante espressione pop. Ci sono anche radicali accostamenti come quello tra il tenue pianoforte e la registrazioni di violenti spari, quasi a voler esemplificare tutta la poetica musicale dei 3/4hadbeeneliminated, da sempre sospesa tra melodia e rumorismo, tra bellezza e crudeltà.
Si diceva di dischi gemelli, The Religious Experience rappresenta una rimodellazione, del materiale registrato per Theology.La crudezza e spigolosità di quest’ultimo si scioglie in un flusso liquido e estatico. È proprio il ritorno a certe sonorità di drone music, tipiche dell’esordio del 2004, una delle caratteristiche peculiari di The Religious Experience. Si sentono meno le fratture tra una sezione e l’altra, qui i brandelli di composizioni di Theology si fondono in un corpus sonoro più accondiscendente ma non meno angosciante.
Le composizioni di entrambi i dischi sono strutturate come scatole cinesi: quando pensi di avere identificato un segmento, all’interno se ne nasconde un altro più piccolo e così via. Con Theology/The Religious Experience i 3quarters portano a piena maturazione un’idea, un concetto. A questo punto, dopo la piena conferma della lucidità e visionarietà del quartetto, attendiamo che la loro vicenda prenda sempre più imprevedibili, coraggiose e affascinanti, traiettorie.
(8.0/10)
Scheda: 3/4HadBeenEliminated
Pubblicazione: 01 Novembre 2007
File under: Avant
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