Il primo contatto con gli East Rodeo è stato dal vivo. E diciamo subito che è dalla loro espressività e non banalità in chiave live che è nato il nostro interesse, subito diretto poi a Dear Violence, album registrato nel 2008 – e coproduzione Kapa / Trovarobato - che figura come secondo a nome East Rodeo, anche se di fatto è il primo con la formazione attuale.
Proprio dall’organico vogliamo partire, per dare un criterio di lettura del disco. Gli East Rodeo sono metà croati metà italiani. Questo fatto apre un sistema di termini doppi che copre come filo conduttore molti aspetti della loro esistenza musicale. Del resto il giano bifronte è parte della loro essenza. Innanzitutto abbiamo il rimbalzo continuo tra jazz-core e noise rockista, che a fine ascolto rimodula i due “estremi” in free-jazz e hard-core. C’è poi il “doppio” tra spazi di riflessione e la violenza dell’hard-core (filtrato dal math, o in generale dalle strutture angolari, e con rimandi emo-core nel canto). Nei momenti di stasi c’è qualcosa che richiama anche le tonalità in minore, l’emozionalità, non ultimo il canto, appunto, ma con un equilibrio che raramente si trova in band simili. Senza eccesso, ma con teatralità. E senza l’ansia di far esplodere il umorismo in modo non banale.
Più in generale si percepisce una costante oscillazione tra prolissità e progressività. Ogni loro composizione sembra prendere e lasciare una visione di insieme. I cambi repentini si alternano alla riproposizione di temi (Transiraniana). Ciò che sembra una parentesi un po’ troppo allungata prende il suo posto, a volte col senno di poi, all’interno della composizione, come in Ultima Volta Che Il Pesce Abbocca.
Notiamo anche, tra le cose più convincenti di Dear Violence, le potenzialità duettistiche tra elettronica percussiva (per quanto nel disco sia soprattutto un tappeto d’ambiente) e batteria. E, perché no?, tra Balcani e Mediterraneo. Intendiamoci: nulla del loro suono fa pensare direttamente a Croazia o all’Italia (se non la produzione riconoscibile di Giulio Ragno Favero), e siamo tutti stufi di questi determinismi tagliati con l’accetta; eppure, come ammette lo stesso Alen Sinkauz, bassista della band, in Croazia anche i cori degli ultrà hanno tempi dispari.
Se due indizi fanno una prova, dieci portano a raffinare il pensiero. E se “il doppio”, più che un piano deliberato, non fosse altro che il sano esercizio dell’indecidibilità?
(7.0/10)
Scheda: East Rodeo
Pubblicazione: 04 Settembre 2009
File under: free/jazz/noise
Abbonati al feed di Gaspare Caliri
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









