demo ‘07
Prendi fiato che si parte e invece neanche quello. E’ subito colata di
lava, snocciolarsi di note indomito su pesantezze granitiche di bassi
striscianti e batteria appena uscita dalla ferramenta. Fluire libero
che si incaglia negli spigoli per frantumarsi cristallino, raggrumarsi
denso e rilassarsi ma è un trucco, finge disinteresse per distrarti e
riprenderti alle spalle, riparte con slanci metal, va a sbattere,
insiste ottuso scuotendo la testa, sfonda gli impedimenti e poi gioca,
sfrigola, struscia, fermenta, sgocciola, si scioglie plumbeo in
profondità abissali. Improvvisazione che più libera non si può cerca e
trova strutture noise metal-core dalle mille possibilità e altro che
non riesco a dire. Derive di raffinato (sì anche raffinato) e
sbarattolante free jazz elettrico e distorto che è un piacere
inseguire, presagire, scoprire e se anche non fosse un piacere non c’è
molta altra scelta, roba che ti si incolla addosso e ti fa restare lì
col fiato sospeso e gli occhi sbarrati in una tensione che quando
esplode sembra una liberazione ed invece è massacro. Auto da fè. Cinque
tracce senza inizio né fine. Chitarra basso batteria. Quando farsi del
male è la cosa migliore che si possa fare
(7.5/10)
Pubblicazione: 01 Maggio 2008