Le parole risuonano come offese quando la recensione riguarda Endless Summer, l'insuperato capolavoro fennesziano. Il lavoro dove le asprezze degli esordi si stemperano e le chitarre emergono shoegazey dopo mesi di marinata noise. E' la quadratura del cerchio e per giunta sotto una chiave di lettura sorprendentemente pop. Pop che non è pop, Beach Boys che non sono i Beach Boys, eppure nella magia della trasfigurazione quel che ritorna in cuffia è l'eterno miraggio estivo, il mare magnum di suono (David Toop docet) che ogni elettronico sogna di comporre. Caecilia poi: capolavoro nel capolavoro.
(9.0/10)
Scheda: Fennesz
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