Ristampa
There's A Riot Goin' On Sly & The Family Stone
Cover image
Rock Voti redazione e staff

Sly & The Family Stone

There's A Riot Goin' On

Epic records

1969, il palco è quello di Woodstock: Janis Joplin lascia la scena sudata come suo solito. Il torrenziale blues della bianca più nera d’America ha scaldato l’ambiente. I roadie preparano il palcoscenico al prossimo set. La tenebra cala e Sly & The Family Stone attaccano lo show. Lui, Sly, sembra un alieno: collare color oro e mise sgargiante. L’occhiale roseo nasconde appena lo sguardo. Dance To The Music c’è, Stand - title track del disco primaverile - pure. Un'estate trionfale.

Nel Natale dello stesso anno, a ridosso della sesta stagione del conflitto vietnamita, Sly e famiglia pubblicano Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin). È un singolo di cinque-minuti-cinque la cui linea di basso, dal pollice di Larry Graham, è un sisma ritmico che apre al nuovo ciclo della musica nera. L’antefatto dei nuovi Stone nello slapping che – anche secondo gli studiosi del genere – cambierà il corso del funk. Da San Francisco si muove verso Los Angeles, nella città degli angeli. Siamo nel 1970 e Sly cambia pelle: lo sguardo diviene severo e ragiona da despota. Si rinchiude in uno studio di Bel Air, all’interno di una villa affittata ad una cifra smisurata, e decide che d’ora in avanti si ragiona come vuole lui. Quando vuole lui.

È viziato dalla droga, cocaina e pcp (un allucinogeno noto anche come polvere d’angelo), e le mura della nuova residenza sono spettatrici di un andirivieni tra sconosciuti e amici, pusher e musicisti. Una casa aperta che ospiterà anche – cosi narrano le varie leggende – un certo Miles Davis

C’è ressa e agitazione, le registrazioni ne risentono e durano un anno. Sly sovraincide sessione su sessione e il suono si sporca, ma si annusa il capolavoro. Anche i guest Billy Preston e Ike Turner non hanno voce in capitolo, limitandosi ad eseguire gli ordini. Finalmente si termina: la front cover, raffigurante una bandiera americana con dei fiori anziché le solite stelle, non ha alcuna sigla, neanche quella del gruppo; ed il titolo, dopo i provvisori The Incredibile And The Unpredictable Sly & The Family Stone e Africa Talks To You, risolve in There's A Riot Goin' On, imperativo rivolto al What's Going On di Marvin Gaye.

Corre il decennio dei seventies ed il funk allestisce la sua furente stagione: nei soli mesi del 1971 si ascoltano Maggot Brain dei Funkadelic, Shaft di Isaac Hayes e l’anzidetto lavoro di Gaye. Sly & The Family Stone pubblicano There's A Riot… quando tutto sembra stato scritto. Sembra. Il disco è scuro, intimo nei contenuti (il rapporto con la droga in Luv N' Haight, i problemi familiari di Family Affair) e avveniristico negli arrangiamenti (la drum machine della stessa Family Affair, la lounge di Runnin' Away), indolente nei soul (Time) e dopato nei funk (Brave And Strong). Ci si riaggancia al passato (la ripresa, narcotizzata per quasi otto minuti, di Thank You Falettinme Be Mice Elf Agin rieditata come Thank You For Talkin' To Me Africa) e si avverte la fine di un’era (eloquenti le parole di Africa Talks To You "The Asphalt Jungle" che salutano le buone vibrazioni dei ’60). Ora si, tutto è stato scritto.

Billboard lo accoglie al primo posto, ma la famiglia si sfalda: dopo la fuoriuscita del batterista Greg D’Errico, avvenuta durante le session del’album, anche Larry Graham (uno che stava a Sly Stone come Bootsy Collins stava a James Brown) abbandona la cricca. La nuova sezione ritmica produce l’ottimo Fresh (Epic, giugno 1973) ma d’ora in avanti sarà più cronaca nera – vedi il clamoroso arresto per droga del 1981 in compagnia di George Clinton – che ottima musica. Più cocaina che funk.

Ok, There's A Riot Goin' On è di nuovo nei negozi, in edizione limitata e allungato con quattro bonus, tre inediti strumentali – rare groove che faranno la gioia di Dj Shadow e Madlib - e una versione mono di Runnin' Away. Fossi in voi non aspetterei domani.

(9.0/10)

Pubblicazione: 01 Maggio 2007

File under: Rock

| Archivio
Gianni Avella

copertina pdf #91