Recensione
In Prism Polvo
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indie-mathedelics Voti redazione e staff

Polvo

In Prism

Merge

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Un classico degli ultimi tre lustri di cronaca: una band che ha raccolto poco pur lasciando un segno nell’evoluzione del rock si riforma per alcuni concerti e poi, come niente fosse, piazza un disco nuovo di zecca. Per fortuna mica tutti sono dei saltimbanchi qualsiasi e, se ognuno ha le proprie opinioni sul senso di rifare oggi un passato glorioso, c’è pure chi scansa i clichè anche nella temuta “reunion”.

Questi grossomodo i presupposti da considerare prima di porsi sereni all’ascolto di questo disco dei Polvo. Inoltre, occorre rilevare quanto il predecessore Shapes - ultimo capitolo di un romanzo senza cadute - si spingesse ben oltre il dignitoso e ricordare i progetti post-scioglimento di Ash Bowie e Dave Brylawski, in buona sostanza interlocutori o rimestanti il solco originario. Così ci si rende conto che, in sostanza, per costoro trovarsi di nuovo a suonare sia stato frutto di un’esigenza reale. Della voglia di riallacciare i discorsi interrotti epperò validi, di far dialogare ancora quelle chitarre cubiste che uncinavano e intrappolavano psicosi e psichedelia. Fresco di reclutamento il muscolare batterista Brian Quast e competente l’ingegnere del suono Brian Paulson, bravi agli altri tre nel recitare se stessi con la sobrietà degli uomini maturi che, senza forzature, ti colgono di sorpresa.

Si muovono meno nevrotici e sfasati che in passato offrendo più lusinghe melodiche; cosa logica e pure legittima, se trattengono la spontaneità del gesto, la normalità di aprire il rubinetto e aspettare l’acqua. La quale scorre sicura ovunque e soprattutto nella cantilena contorta ma orecchiabile Right The Relation, nell’ipnosi alla Television mediata da indolenza “slacker” D. C. Trails, dentro una City Birds prossima a degli Xtc sensuali e nelle articolate epopee di acido modernismo - un minuto western e l’altro urbano - Lucia e A Link In The Chain. Brani che riscaldano le orecchie come ciò che conosci ma non puoi né tanto meno vuoi abbandonare, per paura di perderti un asso nella manica.

(7.0/10)

Scheda: Polvo

Pubblicazione: 31 Agosto 2009

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2009)

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