Recensione
Destined Solitaire Beardfish
Cover image
Neo-progressive Voti redazione e staff

Beardfish

Destined Solitaire

Inside Out Music

Per gli svedesi Beardfish, band attiva dal 2001 e approdata al quinto album in studio, sembra che la grande stagione del rock progressivo degli anni ’70 non si sia mai chiusa. E’ difficile trovare, oggi, un combo così tanto legato alle sonorità ampiamente storicizzate e metabolizzate di Emerson Lake & Palmer, Yes, Genesis e chi più ne ha più ne metta. Ma la creatività di Rikard Sjöblom non si ferma alla pedissequa imitazione di modelli trapassati, ma li filtra attraverso la lente del prog metal con un’operazione di mixaggio lontana dal semplice accostamento stilistico.

Destined Solitaire è un album interessante, forse troppo lungo, ma che fotografa una realtà in bilico tra passato e presente. Volendo semplificare ai minimi termini il sound del gruppo, si potrebbe immaginare una jam session tra Keith Emerson e i Dream Theatre: epiche cavalcate che oltrepassano i 10 minuti, complessità metriche degne del prog più virtuosistico e una vena ironica che attenua il rischio di stucchevolezza. Difficile non perdersi nelle intricatissime trame della title track o nei 15 minuti di Until You Comply. Ma non è solo sulla lunga distanza che i Beardfish riescono ad esprimersi al meglio, sfornando anche brevi perle come In Real Life There Is No Algebra. Non stupisce che i Dream Theatre li abbiano invitati ad unirsi al Progressive Nation 2009 tour. Fossi in loro, però, avrei un po’ paura di fare brutta figura, non riuscendo a reggere il confronto con gli svedesi.

(7.2/10)

Scheda: Beardfish

Pubblicazione: 06 Settembre 2009

File under: Neo-progressive

| Archivio
Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2009)

copertina pdf #91