Recensione
Gorgeous Johnny Skygreen Leopards
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acid folk Voti redazione e staff

Skygreen Leopards

Gorgeous Johnny

Jagjaguwar

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C’è una logica nel fatto che gli Skygreen Leopards - ovvero Glenn Donaldson e Donovan Quinn - provengano da San Francisco, e il suo nome è folk acido. Attivi nel Jewelled Antler Collective (suo fondatore, Glenn era/è in Thuja, Blithe Sons e Ivytree; Quinn proviene dai Verdure), prendono la vita con rilassatezza da “vecchi freak” e da tre anni difatti tacevano. Un peccato, in considerazione del loro meditare psichedelico in chiave acustica, graziato da senso della misura ed equilibrio rari tra le fila della weird America. Nel senso che di rado - se non mai - i due si perdono lungo tangenti troppo libere, nonostante il suono bucolico frutto del momento, registrato in bassa fedeltà ma pur sempre curato, portatore sano di titoli da sfattone temprati con sorridente pigrizia.

Un luogo comune, a raccontarlo così: tutt’altra cosa l’evidenza, sorta di plausibile Incredible String Band d’oltreoceano devota alla Madre Terra, cui eleva odi a base di percussioni, banjo e svagate armonie vocali spesso indimenticabili come la circolare, vagamente drakiana Jehova Will Never Come o una title-track che fa collidere Television Personalities e Byrds, però strafatti come mai lo sono stati. E’ un piccolo mondo concentrato su se stesso senza solipsismi, un girare attorno ad arbusti sempreverdi ogni volta appagante e, stilisticamente, Gorgeous Johnny non inscena rivoluzioni. Si discosta dai predecessori per un’ulteriore benvenuta concisione, per l’attenzione al “succo” che riduce al minimo indispensabile i fronzoli; senza perdere di vista la cura formale mentre preferisce la scrittura alle atmosfere.

Ne trae forza il disco tutto, apici nel passo a metà tra Syd Barrett e Opal che muove Margery e Can Go Back, nelle più cadenzate Inland Towns e Dixie Cups In The Dead Grass, in una SGL's Et Al dolcemente cianotica. Commuove per l’economia di mezzi e il pensare in grande lasciandosi amare senza sforzo, con la persuasività delle piccole gioie quotidiane. Perfetto per le mattine di fine estate, quando tutto è fresco e tranquillo.

(7.2/10)

Pubblicazione: 17 Settembre 2009

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Giancarlo Turra (Album 2009)

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