La Sera Della Prima
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Genere

sequel horror

Durata

103\\\'

Sceneggiatura

Nathan Atkins

Cast

Daveigh Chase (Samantha Darko); Briana Evigan (Corey); James Lafferty (Iraq Jack); Ed Westwick (Randy); Jackson Rathbone (Jeremy)

Musica

Ed Harcourt

Fotografia

Martin V.Rush

Montaggio

Kent Beyda

Data

27 Agosto 2009

Uscita Film

Agosto 2009

trailer

S.Darko

Chris Fisher (USA, 2009)

S.Darko non è un sequel, è un film tributo. Brutto. Tutto ora è affidato a una giovane ragazza, Samantha, Daveigh Chase, sorella di Donnie, cresciuta di ben sette anni dalla misteriosa morte del fratello e allo sbando nelle badlands americane nelle quali un ormai stantio viaggio on the road l'ha condotta muovendo verso la California, in compagnia della più stereotipica amica possibile, Briana Evigan. Il clima è quello di un continuo onirismo che sa poco di lisergico e troppo di anacronistico. Non bastasse questo, va ad aggiungersi all'insieme l'ennesimo impotente clone di James Dean, posto a turbare un equilibrio già di per sé irreperibile, con tanto di pacchetto di sigarette nella manica arrotolata.

Giunte nel paese di Conejo Springs, nello Utah, le due ragazze scoprono i misteri del luogo - la protagonista che cammina seminuda lungo i binari del treno all'alba vorrebbe essere Laura Palmer? -  e il mistero che Samantha porta dentro di sé. Quasi fosse una tara di famiglia, anche lei è narcolettica e compie, durante il sonno, azioni inspiegabili. A tutto questo fa da contraltare la figura di Iraq Jack, James Lafferty, un emarginato soldato tornato dall' Iraq, siamo nel 1995, in stato di totale confusione ma illuminato su quanto sia diversa la realtà rispetto a ciò che credono gli abitanti di Conejo Springs. Necessario è, per lo sceneggiatore, specificare in maniera molto poco credibile, che si tratta del nipote di Roberta Sparrow, la “nonna morte” di Donnie Darko, autrice de La filosofia dei viaggi nel tempo, il libro guida di Donnie, di Samantha e di tutti quelli che, su internet, vogliono scoprire come si fa a citare Einstein e Hawkins al cinema. A queste basi instabili si devono aggiungere, inevitabilmente, morti che tornano, fantasmi guida e corpi celesti che portano la peste bubbonica.

Tutta la visione è continuamente solleticata da effetti speciali qualitativamente scadenti e narrativamente inutili che rendono questo film un brutto horror per teenagers. La scelta di un carattere più orrorifico che fantastico, insieme alla partecipazione di attori giovani e belli presi dalla televisione, il James Dean è Ed Westwick, preso direttamente da Gossip Girl, dimostra la dimensione esclusivamente commerciale di questo prodotto. Costato quattro milioni di dollari, uno in meno del film di Richard Kelly, dimostra tutto il cattivo uso che di tale cifra è fatto e rende il film del 2001 quasi un colossal. Se Donnie Darko parlava al cuore, a giovani che, ascoltando i Joy Division nelle proprie stanze, credevano che prima o poi tutto si sarebbe sistemato da solo, S.Darko parla a chi crede che Facebook ci salverà e che Britney Spears sia solo una vittima.

Se il sequel cinematografico lavora sulle direttrici opposte dell'assonanza e della distinzione con il film che lo precede, il film di Fisher, nelle sale italiane dal 21 agosto, lavora sulla direttrice monodirezionale del riferimento e della citazione che si tramutano in sterile copia di un modus operandi altrui. Basandosi esclusivamente sull'assonanza e tralasciando l'importanza della distinzione, il film si risolve nella pantomima di un piccolo cult. Nessun elemento rinvenibile nel film suscita il dubbio o la curiosità di voler decifrare i misteri di Donnie: niente di quanto lui ha lasciato inesplicato è qui chiarito. Il film perde la possibilità di avvicinare intelligentemente il mistero ma sceglie solo di replicarlo in brutta copia e all'eccesso, senza una reale motivazione se non quella economica. La confusione, le false piste e gli indizi disseminati nella vicenda non riescono a suscitare altro se non il feticismo della scoperta, il gioco vano del “cosa si è visto o capito”. Come Donnie Darko aveva molte spiegazioni possibili e interpretazioni sostenibili, questo film non ha una via motivata e forte. Tutto si risolve in un canto stonato e sbilenco di un verso condiviso e chiaro, di un film che per molti ha assunto, negli anni, un valore intimo e generazionale allo stesso tempo.

copertina pdf #88