Dopo Arms e le sue esasperazioni di musica minimale nevrotica - reich&roll l'avevano definita su Dusted Reviews - il nuovo disco degli Zs suona piuttosto strano. In comune sicuramente è l'idea di musica del trio, qualcosa che ha a che fare con la mente ma in maniera scientifica, una sorta di psichedelia senza mistica. Ma le diverse espressioni sono agli antipodi.
Se in Arms questo si manifestava in ripetizioni ossessive e tensioni senza pace nella maniera di Orthrelm, Music Of The Modern White è fatto di feedback risonanti, strati e strati di sassofoni urlanti e chitarre sgretolate. Pura tortura atonale nel primo lato, meno dissonante e pieno di piccoli suoni e trucchi di studio sparsi nella seconda parte del disco. E se prima era tutto percussione epilettica, ora è persino rara sentirla una batteria.
Music Of The Modern White è come una catarsi dialettica, l'antitesi agli Zs precedenti. Dopo aver assemblato un minuzioso tracciato di microsuoni, con ogni variazione pianificata al dettaglio (vedere le live performance coi 3 a perdere la vista su spartiti musicali), esausti, rinnegare tutto. Bruciare le partiture per suonare ad occhi chiusi, votarsi al rumore, recuperare spazio e tempo, sfogare gli umori. Spalancare possibilità e incubare una successiva sintesi.
(7.0/10)
Scheda: Zs
Pubblicazione: 28 Agosto 2009
File under: avant rock-noise
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