Dopo che Damon Albarn e Graham Coxon hanno bisticciato, il nuovo disco dei Blur è di fatto il lavoro solista del primo. Non è una buona notizia. Think Tank è un pasticcio senza capo nè coda, dove anche le poche idee buone vengono rovinate da arrangiamenti grossolani, ritmi di quart'ordine, suoni etnici scontatissimi e qualsiasi astrusita' elettronica venga in mente al leader, oramai incontrastato.
Il problema è che Albarn ora crede di essere il Peter Gabriel del 2000 e, finchè nessuno gli farà notare il contrario, continuerà a rendere ridicoli quei pochi brani che altrimenti potrebbero essere seri. E' un buon esempio l'iniziale Ambulance, con tocchi etnici affogati da arrangiamenti grotteschi. Il resto del materiale è persino peggio. Difficile prendere sul serio Crazy Beat, di fatto una involontataria parodia comica di Song 2. Impossibile sopportare On the way to the club, che invece è la parodia di se stesso, con quei synth così pacchiani e quelle tastierine così sgraziate. Una impresa attraversare tutti gli altri brani, sempre sulle stesse tristi coordinate. Non salva certo il disco la melodia di Out Of Time, da annoverare tra le poche buone idee - non a caso la si sente a ripetizione per radio. Ma state all'erta: il disco c'entra ben poco con quella canzone, e viceversa... A tratti davvero inascoltabile.
(4.0/10)
Scheda: Blur
Pubblicazione: 01 Gennaio 2003
File under: Pop
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