Recensione
Mutually Arising Greg Davis
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drone Voti redazione e staff

Greg Davis

Mutually Arising

Kranky

Se non esistessero dischi così alla Kranky dovrebbero ordinarli su commissione. Detto che in un periodo di ultra-inflazione del genere, con la drone music a dominare pressoché tutto lo spettro delle musiche rock-oriented (ma anche le “non oriented”) degli anni 2000 uno come Greg Davis potrebbe essere tranquillamente accantonato. Probabile che ciò avvenga comunque e che a fine anno si ricordino di Mutally Arising soltanto gli appassionati del genere, ma ciò non toglie che si sentiva anche un po’ il bisogno di un disco così minimale e seriosamente accademico.

Stiamo parlando in pratica di due lunghissimi droni di venti minuti e passa l’uno, costituiti da micro variazioni tonali, dalle cadenze testardamente e meticolosamente in crescendo. Il primo, Cosmic Mudra, parte silenzioso ai limiti dell’udibile e cambia colore e timbrica a cadenze regolari. Il secondo, Hall Of Pure Bliss, plana aereo e soffice, con modalità simili a quelle degli Stars Of The Lid. I droni di Greg Davis conservano comunque sempre una qualità materica e tangibile. Non sono mai troppo impalpabili o inconsistenti. Complice anche la strumentazione che consiste in un paio di sintetizzatori (un Korg Mono/Poly e un Crumar Stratus), e un computer il tono generale dell’opera è molto monocorde e uniforme.

Per qualcuno sarà certamente un mattone assai poco digeribile, altri cercheranno di rintracciare i lati positivi, nascosti nei suoi angoli più bui. La verità probabilmente sta nel mezzo anche in casi come questo.

(6.7/10)

Scheda: Greg Davis

Pubblicazione: 05 Settembre 2009

File under: drone

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