Recensione
Cry Baby Ungdomskulen
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Indie-rock Voti redazione e staff

Ungdomskulen

Cry Baby

Ever

Più che un disco, sembra una corsa sulle montagne russe. Cry Baby degli Ungdomskulen ti disorienta con i continui sbalzi ritmici, con la voce tenorile del cantante, con i riff di chitarra che spesso lambiscono il confine che separa la ruffianeria con la pacchianeria. E, per la verità, quando cominci ad apprezzare l’approccio sbruffone e muscolare della band non capisci se sia un bene o un male, se è da interpretare come un campanello d’allarme che ti avverte che la tua salute mentale vacilla pericolosamente.

Perché a conti fatti l’album è indie rock casinista, tamarro, festaiolo. A tratti persino sperimentale. Glory Hole è un tornado che mescola vocalizzi estremi, schitarrate a palla e spiazzanti intermezzi strumentali in quattro quarti che sembrano fare il verso ai gruppi punk-funk. Feels Like Home parte a cento all’ora per poi lasciarsi andare ad uno sconcertante ritornello che mescola in un modo quasi sublime i Sonic Youth con i Darkness (l’oro col piombo – scegliete voi qual è l’oro e quale il piombo, benché non dovrebbero esserci dubbi, no?). Ungdomskulen rasenta addirittura l’hardcore, quello della costa orientale degli Stati Uniti, risultando credibile e serrato.

Un disco che suona rock, allora. Con quegli stacchi di batteria che hanno fatto ultimamente la fortuna dei

Muse

. Con quelle soluzioni rock che sembrano provenire dal rock mainstream dei primi anni 2000. Con quel senso del ritmo – così denso di groove – che già apparteneva ai Rapture. Forse stancano un po’ dopo qualche ascolto, ma questi otto pezzi suonano valvolari e maestosi come Dio comanda. Non fondamentali, certamente carini.

(6.8/10)

Scheda: Ungdomskulen

Pubblicazione: 18 Ottobre 2007

File under: Indie-rock

Manfredi Lamartina
Manfredi Lamartina (Album 2007)

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