Recensione
Be Still Please Portastatic
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indie-pop Voti redazione e staff

Portastatic

Be Still Please

Acuarela Discos

Dietro la sigla Portastatic si nasconde una vecchia conoscenza della scena indie-rock americana, quel Marc McCaughan  che con i suoi Superchunk scrisse pagine di buona musica nei primi anni Novanta catalizzando l’attenzione su quella micro scena lo fi noise pop di Chapel Hill, omaggiata anche dai Sonic Youth all’interno del loro album Dirty.  Un’onesta carriera che ha oramai abbondantemente superato il quindicesimo compleanno ma che continua a veleggiare su discreti livelli come testimonia eloquentemente questo Be Still Please, decimo album in studio portato a compimento come Portastatic. Inutile attendersi novità o cambiamenti di rotta epocali, McCaughan e soci (tra gli ospiti anche Laura Cantrell ed Annie Hayden) fanno quello che sanno fare meglio (musicalmente parlando) vale a dire scrivere canzoni pop semplici e melodiche, che guardano alla Scozia di Aberfeldy e Belle & Sebastian (Sweetness And Light) così come all’America cantautorale più classica (Getting Saved), si immergono in efficaci arrangiamenti orchestrali (Sour Shores), salutano i compagni di tour Camera Oscura (Song For A Clock) per poi calare il jolly e sbattere sul piatto una delle cover dell’anno, quella And I Was A Boy From School direttamente dall’ultimo album degli Hot Chip.

L’ennesimo, onesto, lavoro di un outsider della migliore stagione dell’indie pop a stelle e strisce, prendere o lasciare. P.S. Be Still Please è già stato pubblicato nell’ottobre del 2006 dalla Merge per il solo mercato americano. Nella versione europea data alle stampe dalla Acuarela compaiono tre bonus track tra cui la cover degli Hot Chip.

(6.5/10)

Scheda: Portastatic

Pubblicazione: 29 Giugno 2007

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Stefano Renzi
Stefano Renzi (Album 2007)

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