Recensione
The Opposite Side Of The Sea Oren Lavie
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pop Voti redazione e staff

Oren Lavie

The Opposite Side Of The Sea

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Trenta anni, israeliano d’origine ma londinese di adozione, Oren Lavie ha lavorato per molti anni come compositore di musica per il teatro prima di mollare tutto (anche in conseguenza di due flop commerciali) e trasferirsi a New York dove, tra un affitto da pagare ed un pasto da rimediare, ha iniziato a gettare le basi per la genesi di questo The Opposite Side Of The Sea.

Il caos ed il fermento della grande mela non sembrano, però, le condizioni ambientali ideali per lavorare al suo intimo progetto di songwriting, così Lavie decide di trasferirsi nuovamente scegliendo Berlino come nuova tappa del suo pellegrinaggio, in cerca di quella tranquillità che le altre metropoli non erano evidentemente in grado di offrirgli.  Il risultato di questa continua “migrazione” è un album dai contorni decisamente ambigui, ottimo nel suo farsi pop attraverso canzoni romantiche ed immediate ma decisamente irritante quando il Nostro indugia troppo su degli arrangiamenti orchestrali troppo pomposi ed invadenti che finiscono con il mortificare una scrittura nata discreta e crepuscolare. La semplicità di episodi quali Trouble Don’t Rhyme, A Dream Within A Dream, A Short Goodbye e l’ottimo singolo Her Morning Elegance, spesso elaborati per sola chitarra e voce, sono la dimostrazione evidente di un talento concreto in grado di esprimere le sue massime potenzialità se inserito in un contesto confidenziale e, possibilmente, acustico. Se in futuro il giovane israeliano saprà percorrere con maggiore intensità questa strada potrebbe regalare e regalarsi delle grandi soddisfazioni. Per il momento…

(6.0/10)

Scheda: Oren Lavie

Pubblicazione: 17 Marzo 2007

File under: pop

Stefano Renzi
Stefano Renzi (Album 2007)

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