Recensione
Axiom Lovetones (The)
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soft/psych/rock/pop Voti redazione e staff

Lovetones (The)

Axiom

Tee Pee

Australiani di passaporto ma con il cuore e la testa proiettati verso l’Inghilterra, i Lovetones incarnano alla perfezione lo stereotipo di band “neo conservatrice”, orgogliosi portavoce di un sound che affonda le proprie radici nella tradizione pop-rock britannica anni Sessanta. Istintivo sarebbe etichettare i quattro “canguri” come l’ennesimo parto fuori tempo massimo dell’infinita e transnazionale saga brit pop, ma per loro e, soprattutto, nostra fortuna, in Axiom è possibile inciampare in qualcosa di più concreto che non siano le solite porcate post adolescenziali alla Kaiser Chiefs.

Niente di sovrannaturale, è bene chiarirlo, “soltanto” una manciata di canzoni costruite con delicatezza e mestiere come l’iniziale Navigator: cantato strascicato, chitarre mai sopra le righe, vaghissima atmosfera post psichedelica, melodia azzeccata ed un flauto chiamato a punteggiare i momenti più intensi; una rock song talmente classica ed immediata con la quale, dieci forse dodici anni fa, si sarebbe potuti atterrare anche in classifica. A questa aggiungete una lunga e dilatata Please Don’t Break My Heart Tonight, a metà strada tra Pink Floyd e Verve, una Everybody Hides Away che sembra rubata dal cassetto di un Badly Drawn Boy sotto LSD ed una ballata alla Essex Green come Signposts ed otterrete come risultato l’ennesimo album di belle canzoni (indie) della stagione inevitabilmente destinato all’oblio.

(6.5/10)

Scheda: Lovetones (The)

Pubblicazione: 27 Luglio 2007

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Stefano Renzi
Stefano Renzi (Album 2007)

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