Gli Einsturzende Neubauten. La sperimentazione. L’avanguardia. L’essere mille anni luce più in là rispetto a tutto ciò che il mondo fa ancora oggi fatica a digerire. E poi aprirsi a prospettive diverse, crederci sempre e non cadere mai. Questa – e molto di più – è Gudrun Gut. Che torna con un nuovo disco, intitolato profeticamente I Put A Record On. E che disco.
House, dance, elettronica, dub. L’electroclash che in un colpo solo riassume il meglio di queste quattro branche sonore. E che la Gut maneggia con la padronanza di un fabbro nel suo laboratorio personale. Melodie sonnolenti che però tengono sveglia la mente con implacabili casse in quattro quarti (Pleasuretrain). Valzer frullati e riprocessati secondo i dettami dell’elettronica da aperitivo (l’iniziale ed ottima Move Me).
Capolavori folktronici che vibrano emozioni e sensazioni, mentre le voci di Gudrun Gut, Uta Heller e Matt Elliott si incrociano, si allontanano e si ricongiungono come se fossero amanti alla ricerca della propria metà e della propria ragione d’essere (Rock Bottom Riser). I Put A Record On è un punto d’arrivo per l’elettronica moderna e un punto di partenza per nuove, futuribili sperimentazioni. Sapere dove si parte e non sapere dove si arriverà, solo per il piacere della scoperta e della sfida. Se Gudrun Gut continua ad essere in cima alle nostre preferenze un motivo ci sarà, no?
(7.0/10)
Scheda: Gudrun Gut
Pubblicazione: 19 Marzo 2007
File under: electroclash
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