Recensione
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Genere

Hip Hop

Data di uscita

Febbraio 2006

Pubblicazione

01 Febbraio 2006

Jel

Soft Money

Anticon

Aiuto! Dov’è finita la spinta innovatrice della Anticon, l’etichetta finora più sperimentale in campo hip hop? Dov’è finito il buon esempio dell’Anti Pop Consortium, che alla fine del decennio passato aprì la strada a un hip hop che andava al di là della sua più diretta funzione comunicativa, interessandosi alla produzione musicale come mai prima?

Dopo le buone (ma non buonissime) prove degli ex cLOUDDEAD Odd Nosdam e Why?, che hanno decomposto l’anima del fu-geniale trio, con il nuovo lavoro in studio di Jel l’etichetta statunitense fa un passo indietro. Anzi due.

Soft Money non è un disco brutto, per carità. Siamo comunque di fronte ad un’offerta musicale di tutto rispetto, ma che tutto sommato non rischia proprio niente, arroccata sulle posizioni di qualche anno fa, quando qualche accorgimento elettronico abbinato al rapping faceva ancora sbiancare gli hiphoppari più oltranzisti.

Jel è bravo, ma non è virtuoso come il collega Beans, strizza l’occhio all’elettronica, ma con uno stile piuttosto manierista, cercando una via di mezzo tra l’avant-hop e l’orecchiabilità. Ne viene fuori un pastrocchio a metà tra suoni ambient e hip hop piuttosto scontato, in cui Soft Money, Dry Bones emerge per maggiore verve comunicativa e forza espressiva (non stona la vocina femminile a duettare con il rapper). Ma non basta proprio, almeno per chi si aspetta dalle produzioni Anticon molto di più che qualche buon disco.

(5.5/10)

Scheda: Jel

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Daniele Follero (Album 2006)