C'è un solo motivo per cui trovo raccomandabile l'ascolto di questo Punk Rock At The British Legion Hall, ed è: la verità. Un motivo importante, ne converrete. Perché questa energia veemente e sgraziata - fatta di vibrazioni scabre e splendide impurità, d'invettive aspre, beffarde e un po' disperate - è la testa d'ariete di chi considera chitarre, pelli, pianoforte e voce strumenti necessari a tenersi dritti sul mondo. Mestando nel torbido con spasmodica arguzia, con generosa mancanza di riguardo. Suonare con ferino istinto di autoconservazione e resistenza esistenziale è lo stesso che bere, mangiare, respirare. Quanto alle canzoni, si tratta perlopiù di camminare sul filo teso tra gli spasmi errebì dei sixties inglesi ed i relativi rimbombi garage, usando come bilanciere una indomita punk attitude.
Nello specifico, è tutto un riciclare i benemeriti riffi delle You Really Got Me e delle Psycho, Kinks e Troggs, Sonics e Small Faces, la flagranza selvatica da corpo scosso (Joe Strummer's Grave), i brividi pericolosi (Date With Doug), quella roba lì. Salvo poi giocare al nonno di Jon Spencer in guisa Fleetwood Mac (Bugger The Buffs), rigurgitando stilettate mod (We 4 Beatles Of Liverpool Are) ed eruzioni Stooges (A Few Smart Men, Snack Crack), per poi chiudere con una title track che stringe in un abbraccio solo Beatles, Clash e Johnny Cash.
Dimenticavo: lui è Wild Billy Childhish, classe '60, misconosciuta leggenda del punk rock britannico, un repertorio sterminato di album a suo nome e in almeno sei formazioni diverse. Inoltre è pittore, poeta, romanziere. Un tipo pervicacemente fuori dal coro, per quanto platealmente adorato da calibri come Beck, Kurt Cobain, Graham Coxon e Brian Eno. Ogni tanto su di lui si accendono i riflettori, giusto per quel quarto d'ora.
(6.6/10)
Scheda: Wild Billy Childish
Pubblicazione: 01 Maggio 2007
File under: Punk Rock
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