Recensione
The Historical Conquests of Josh Ritter Josh Ritter
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Folk Voti redazione e staff

Josh Ritter

The Historical Conquests of Josh Ritter

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Quinto opus per il buon Josh Ritter, qualcosa che somiglia ad una svolta, uno sbrigliare l'estro tenuto finora troppo a bada nel caldo cantuccio del folk rock. Accade così che tra le tredici tracce di The Historical Conquest Of Josh Ritter - diamine, che titolo - trovino cittadinanza certe declinazioni rock blues imbrattate glam e soul che si fa prima a dire lennoniane (vedi la fragrante Rumors), l'errebì digrignato Kinks madido di allucinazioni gothic di Mind's Eye, o ancora il boogie impellente e distorto come una fregola del giovane Elton John strapazzata lo-fi di Real Long Distance, per non tacere della sbrigliatezza obladìobladà aspersa soul-pop di Right Moves (non troppo lontana dalle dolciastre meditazioni Josh Rouse).

Ciò non eclissa certo la vena nostalgico/tradizionalista (il rigurgito springsteeniano di Empty Heart, il Bob Dylan da taverna di To The Dogs Or Whoever) né il gusto per la più delicata trepidazione (le doglianze tra ectoplasmi orchestrali di The Temptation Of Adam, il tenero sbigottimento strumentale di Edge Of The World e Moons), ma si fa ben più chiaro il lavoro sul corpo del folk, quel vivisezionare amorevolmente il patrimonio genetico che spedisce il cantautore dell'Idaho da qualche parte tra i fratelli maggiori Wilco e il cuginastro M Ward: si veda il diafano esotismo tra lap steel evanescenti di Wait For Love, oppure gli sfrigolii sintetici squarciati di visioni operistiche nel country sferragliante di Next To The Last Romantic, o ancora lo spasmo folk-funk di Open Doors.

Alla resa dei conti, quel qualcosa che si perde in intensità è compensato dall'energia, dall'estro, dalla freschezza. Niente male.

(7.0/10)

Scheda: Josh Ritter

Pubblicazione: 01 Ottobre 2007

File under: Folk

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2007)

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