Recensione
East Of Eden Taken By Trees
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songwriting, world Voti redazione e staff

Taken By Trees

East Of Eden

Rough Trade

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Sul modello di altri prima di lei, la svedese Victoria Bergsman per il secondo album con il moniker Taken By Trees, ha scelto di uscire dall’occidente e recarsi nel suo caso in Pakistan, dove ha registrato il disco quasi esclusivamente con musicisti del luogo. L’ammirazione per leggende quali la cantante Abida Parveen e Nusrat Fateh Ali Khan l’hanno infatti portata sin laggiù.

Naturalmente avrei potuto farlo in India, ma dov’era il mistero in questo?”. Victoria ha infatti dovuto superare tutta una serie di difficoltà burocratiche e soprattutto culturali essendo una donna in territori e ambiti prettamente maschilisti. East Of Eden è stato registrato in loco con il fidato musicista e recording engineer Andreas Soderstrom, e sa di sapori prettamente sufi, dove alle ballad si intrecciano ipnoticamente i cantati iterativi, i flauti e le ritmiche sovrapposte, i poliritmi e soprattutto il senso del divenire prettamente locale. La nostra però non è esattamente Paul Simon o David Byrne o Damon Albarn (e qui ci potrebbe stare tutta una vecchia polemica sull’”usare" la musica orientale, ma non la facciamo) e il risultato le prende un po’ la mano, risultando piuttosto modesto e non andando al di là di un omaggio sentito, ma piuttosto scolastico.

Da segnalare la cover di My Girl degli Animal Collective, che qui diventa My Boy, mentre Noah partecipa alla voce in Anna. Ci era piaciuta la Bergsman al debutto nel 2007 (Open Field) per il suo trattare la materia pop in modo personale. La aspettiamo dopo la sbornia a est dell’Eden.

(6.4/10)

Scheda: Taken By Trees

Pubblicazione: 05 Settembre 2009

File under: songwriting, world

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