Mentre gli eighties synth a 2D di La Roux mettono a ferro e fuoco le charts britanniche, la Memphies Industries ci prova con una tipa del Southend londinese già da tempo chiacchierata sui soliti media 2.0 (my space, il tubo, molte zines brit e qualche comparsata sul satellite).
Lei è Theoretical Girl, al singolare. E con Glenn Branca non ha nulla a che vedere se non per quel cospargersi di vago - e sempre più discutibile - DIY. Poi il portfolio si compila con le altrettanto consuete modalità: abita a Londra ma viene dall’Essex, usa un fondotinta pesante e disegna vestiti che non porta; ed è attentissima a queste cose, tanto quanto il disegnarsi attorno un’estetica bedroom artist, arty (fuori) e semplice (dentro).
Dagli esordi allo scorso anno, s’è fatta conoscere (e apprezzare) sia per una zuccherosa vena pop condita di drum machine e synth (anche piuttosto agguerriti), sia per una più intima matrice folky (alla chitarra). La scintilla sta però nell'aver cercato oltre l’art folk dilagante (vedi la new york di My Brightest Diamond e co.) per una vita magica dagli smalti eighties.
Theoretical girl punta un compasso disegnano un cerchio attorno a sé. La fugacità pop adolescenizale della Sarah Records, la svenevolezza fatalista degli Smiths, i modi wave pop delle signore più adult (Kate Bush, Goldfrapp) e infine l'attenzione per la teatralità della forma, i modi più francesi che inglesi, tutte caratteristiche che convivono egregiamente in Divided, un album che sorprende sin dall'iniziale Rivals.
Scansa la formuletta indie per un veloce cambio di pelle la ragazza, dal synth da scarsità di mezzi, passa a un chamber pop dalle tinte rinascimentali (in chiaro) e gotiche (in black), senza rinunciare al denominatore comune di strofe e ritornelli immediati, leccati se volete, ma per nulla banali o da pronto consumo. Pure quando gioca con il teen pop Sarah Records di The Biggest Mistake, sembra il super io di Lily Allen, una versione matura della girl da TRL.
E il disco si struttura infatti con brani più cattivelli (e elettro-punk) come Rivals e The Hypocrite (base drum machine Offlaga Disco Pax, quartetto d’achi e organetto vintage), nelle elegie zuccherose, ariose e teatrali di The Boy I Left Behind, o nelle vertigini glam sintetiche Blue Vertigo di Dacehall Deceit e Green Mist, salvo poi riavvolgersi nel folk fiabesco di A Future Apart.
Fan della ragazza: Lightspeed Champion. Sua la cover di un suo brano, Listen to Another Fight (la trovate in rete free). In comune tra i due: una certa idea romantica in musica. Abbiamo un ottimo esordio qui.
(7.2/10)
Scheda: Theoretical Girl
Pubblicazione: 10 Agosto 2009
File under: Pop
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