Ormai è chiaro che i semi più fertili della scena elettronica minimalista germinano ancora. Dalla nostrana Koyuki arrivano i trenta minuti di Plateaux dell'artista belga Pierre Gérard.
Seguace della più radicale arte minimalista - quella iniziata ai principi della scuola riduzionista di Richard Chartier - Gérard dispone le scritture al minimo, richiamando i più nobili domini in fatto di pratiche d'estetica, fisicità del suono e processi all'ascolto. Egli si distingue però per l'astrazione e l'orientata negazione del superfluo a favore d'impercettibili miniature sonore accuratamente scelte per estremismo d'intervento e scala dell'udibile.
Se avevamo imparato ad impossessarci dello spazio con il movimento e le supefici in stratificate texture, in questo lavoro, a dettare le regole (in bit od elaborata elettroacustica), è la forma strettamente pura, che agisce sull'attesa e quasi in ombra (o sul contrasto scultoreo del segno) a diventare testimonianza di potenzialità sonora vs. silenzio.
Abbiamo un nuovo poeta del silenzio tra noi.
(7.3/10)
Scheda: Pierre Gerard
Pubblicazione: 06 Settembre 2009
File under: sintesi minimali
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