Recensione
Yeah So Slow Club (The)
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folk pop Voti redazione e staff

Slow Club (The)

Yeah So

Moshi Moshi

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Sono in due. Lui suona la chitarra e canta, lei canta e suona - suonicchia - la batteria. Casomai vi fossero venuti in mente i White Stripes, beh, sappiate che col famigerato duo di Detroit non c'azzeccano molto, quasi per nulla in verità.  Perché, a parte una certa irrequietezza elettrica che monta improvvisa e volentieri, le canzoni di questi due ragazzi da Sheffield - già assieme nei defunti The Lonely Hearts - mirano certo folk brioso della cuspide cinquanta-sessanta , assieme amarognolo e giulivo, generosamente asperso di errebì, euforie bucoliche e glassa onirica, neanche fossero i nipotini dei coniugi Felice e Boudleaux Bryant (autori di alcuni clamorosi hit degli Everly Brothers).

Proiettati nel presente, finiscono per sembrare una fresca via di mezzo tra palpiti & estrosità targate Apples In Stereo e Tilly And The Wall (non a caso a questi ultimi hanno recentemente fatto da opening band), riuscendo altresì a lusingare i reduci del NAM e quanti non disdegnano le caligini nostalgiche di M. Ward. Contagiosi se cantano in duetto, agili in solitudine (quando Rebecca sembra la sorellina pepata di Feist e Charles il nipotino scaltro di Paul Simon), hanno tutta l'aria dei predestinati al successo. Difatti, alcuni pezzi estratti dai singoli che hanno preceduto questo esordio lungo hanno già accompagnato spot pubblicitari in Canada, Australia e persino USA.

Aggiungete la voglia di 'leggerezza consapevole' che gira intorno, qualcosa cioè che aiuti a galleggiare con intelligenza e sensibilità sui flutti scuri della Grande Crisi, e avrete un bel po' di ragioni per attendervi che gli Slow Club facciano il botto.

(6.4/10)

Scheda: Slow Club (The)

Pubblicazione: 21 Agosto 2009

File under: folk pop

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)

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