Recensione
Twelve Patti Smith
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Folk Voti redazione e staff

Patti Smith

Twelve

Columbia Records

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Coverizzare, a mo’ di celebrazione, 12 canzoni importanti in una personale storia del rock: questo l’intento dietro al progetto Twelve, che vede partecipare i soliti Lenny Kaye, Jay Dee Daugherty e Tony Shanahan insieme a guest assortiti (Flea, Tom Verlaine, Rich Robinson dei Black Crowes).

Le scelte cadono allora su Beatles, Rolling Stones, Doors, Neil Young, Jefferson Airplane, Jimi Hendrix, Nirvana, Bob Dylan tra gli altri e la Smith d’altra parte fa sapere che voleva risaltassero i testi; così si comprende meglio il senso di certe inclusioni (Everybody Want To Rule The World dei Tears For Fears pezzo evidentemente non adatto al suo repertorio, così come Pastime Paradise di Stevie Wonder, le due cover più improbabili).

L’artista che conosciamo si ritrova in Helpless del canadese pazzo (in acustico con archi), nella psichedelica White Rabbit introdotta da uno spoken word carroliano, in Smell Like Teen Spirit in una sentita versione rallentata, che ospita il commediografo Sam Shepard al banjo, nella Soul Kitchen doorsiana, che qui diventa talking blues ipnotico e in poco altro. Un album quindi per forza di cose disomogeneo e con interpretazioni altalenanti, a cui meglio avrebbero giovato scelte di repertorio più decise. Ma tant’è. Un excursus sul filo della memoria che come tale va quindi preso.

(6.0/10)

Scheda: Patti Smith

Pubblicazione: 01 Aprile 2007

File under: Folk

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2007)

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