Recensione
Violent Potato Almandino Quite Deluxe
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garage-blues-core Voti redazione e staff

Almandino Quite Deluxe

Violent Potato

Wallace Records

Un altro duo? Solo chitarra e batteria? Un lui (He) e una lei (She)? Ci sarebbe da spararsi in bocca, se in basso a destra non ci fossero dei loghi familiari; il primo è quello col faccione da reminiscenza cinematografica, l’altro quello del bar post-apocalisse più amato dagli italiani.

Signori e signore, from Bologna, Tennesse…Almandino Quite Deluxe! Un duo minimale nella strumentazione e grezzo fino al midollo, fieramente lo-fi e con una idea fissa in testa: far sembrare Bologna un pezzo di America. E il bello è che ci riescono pure, nascosti dietro le loro belle maschere da wrestler che donano un ulteriore tocco di straniamento alla destrutturazione del corpo morto del rock, frantumato con attitudine garage-punk e ridotto a esangui brandelli di blues distorto.

In questi nove brevi pezzi prodotti da sua maestà Jim Diamond (Dirtbombs) in quel di Detroit, i due macinano blues-core con la grazia dei Pussy Galore, ovviamente, ma anche rock’n’roll d’annata alla Cramps (Witch Affair), schegge di garage lo-fi (Big Match), slide-guitars sparate a mille su giri psychobilly. Il risultato finale è quello che ogni vero amante del rock si auspica: rendere i White Stripes un gruppo adatto solo ad un pubblico di fighetti in calore. Dopotutto questi due dichiarano esplicitamente in un pezzo di essere proud to play loud.

(6.8/10)

Pubblicazione: 01 Maggio 2007

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2007)

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