Melancholia
C'è la breve intro di Born, piano e talkin da robot-femmina
indolenzita. Poi però Andrea Liuzza ci sorprende e imbraccia chitarre
ruvide, pennella reverse uggiolosi, spande tastierine tremule, insomma
si alza dal pianoforte e percorre il sentiero della ballad emosonica,
si concede di buon grado ai richiami di certo indie-psych immischiato
sixties (Sick, Birdie), salvo poi calare la carta della più onirica malinconia arpeggiando e cantando una I Kissed Alice da brividi, ribadita da una Pink Rabbit Are Always Happyche sembra Barrett su un letto di fragili trepidazioni Sodastream. Già
così il ventaglio espressivo si dimostrerebbe parecchio allargato
rispetto al Countless Ways For Pressing Flowers di un po' di mesi fa,
ma siccome il nostro cantautore padovano è pur sempre una metà dei
Pinkie S.A.D.E., crew come minimo estrosa, ecco sbocciare in Wolfuna vena irrequieta e battente a rotta di collo, punk - ebbene sì -
come Lydon comanda addomesticato da un Cave sia acerbo che saggio. E
che dire della vibrazione bucolica di I Miss You Forever, praticamente i Blur nell'ammorbidente, prima che la conclusiva Unbornriprenda la palpitante delicatezza della traccia iniziale, suggerendo
quei trecentosessanta gradi attorno all'impronta imprendibile della
malinconia. Grandi potenzialità
(7.0/10)
Pubblicazione: 01 Febbraio 2008
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