Recensione
Hornswoggle Humcrush
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glitch-hop Voti redazione e staff

Humcrush

Hornswoggle

Rune Grammofon

Il tastierista Stale Storløkken (dei Supersilent) e il batterista Thomas Strønen (dei Food) sono gli Humcrush. Dei due gruppi madre, forse, fondono il meglio. Glitch, strappi percussivi metronomici, sopori trip-hop miniaturizzati sonicamente.

Una sorta di ribollente pentolone fusion per il terzo millennio, dove l'ingrediente intellettual(oid)e e quello genuinamente decostruttivista sono messi a pieno servizio di forme strumentali sempre mutevoli. Mutanti quali l'electro hardqualcosa del pezzo eponimo, che alla fusion dei 70s deve molto,  più che essere diversivi ingegnosi d'electro-clash, sono veri e proprio bignamini di “ars decostruens”. Laddove le cornici di Cyborg I & II, chiusura e apertura del platter rispettivamente, evocano Budd, Sakamoto, Inoue sempre nell'ottica dello “smonta e riassembla”. Quanto poi questi mini-carillon fatti di suoni e congerie elettroniche d'accatto siano esercizi sul (e con) il ritmo, c'è una Anamorphic Images a mostrarcelo. Rincorsa, scarica della batteria battente secca il tempo su d'un fitto e cangiante tappeto di multiformi trucchetti di suono sintetico. I Coldplay più ispirati, magari in versione minimale, non avrebbero saputo far meglio.

Album fatto di piccoli suoni, contrapposti e felici d'esserlo,  Hornswoggle è un giocattolo musicalmente ben strano. Sorta di Piccolo Chimico incrociato col Meccano.

(8.0/10)

Scheda: Humcrush

Pubblicazione: 01 Aprile 2007

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Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2006)

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