Recensione
Tongues Kieran Hebden, Steve Reid
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impro Voti redazione e staff

Kieran Hebden, Steve Reid

Tongues

Domino

Il connubio da sogno tra il manipolatore Kieran Hebden (aka Four Tet) ed il batterista Steve Reid continua. Dopo aver dato alle stampe in maniera quasi simultanea i primi due episodi della serie Exchange Session č oggi la volta di questo Tongues, terzo e, verosimilmente, ultimo prodotto discografico generato della coppia anglo-americana. Registrato interamente dal vivo senza ricorrere ad alcun tipo di sovraincisioni nel corso di due attigue sedute svoltesi a Londra nel febbraio dello scorso anno, Tongues č la dimostrazione concreta di quanto l’ibridazione tra elettronica e jazz, dj e strumentisti possa ancora rappresentare un valido campo di studio (e conseguentemente di prova) nell’ambito della sperimentazione. Merito di due “attori” eccellenti che non si vergognano nel giocare apertamente con suoni e con le  strutture, trattare l’improvvisazione non come un gioiello prezioso ma come un balocco di legno  con il quale divertire e divertirsi (soprattutto) senza correre mai il rischio di diventare tediosi o peggio ancora noiosi, invitando all’appuntamento persino chi ama gettarsi tra le braccia del dancefloor (Rhythm Dance). Un esempio.

(7.0/10)

Pubblicazione: 06 Aprile 2007

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Stefano Renzi
Stefano Renzi (Album 2007)

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