Il connubio da sogno tra il manipolatore Kieran Hebden (aka Four Tet) ed il batterista Steve Reid continua. Dopo aver dato alle stampe in maniera quasi simultanea i primi due episodi della serie Exchange Session è oggi la volta di questo Tongues, terzo e, verosimilmente, ultimo prodotto discografico generato della coppia anglo-americana. Registrato interamente dal vivo senza ricorrere ad alcun tipo di sovraincisioni nel corso di due attigue sedute svoltesi a Londra nel febbraio dello scorso anno, Tongues è la dimostrazione concreta di quanto l’ibridazione tra elettronica e jazz, dj e strumentisti possa ancora rappresentare un valido campo di studio (e conseguentemente di prova) nell’ambito della sperimentazione. Merito di due “attori” eccellenti che non si vergognano nel giocare apertamente con suoni e con le strutture, trattare l’improvvisazione non come un gioiello prezioso ma come un balocco di legno con il quale divertire e divertirsi (soprattutto) senza correre mai il rischio di diventare tediosi o peggio ancora noiosi, invitando all’appuntamento persino chi ama gettarsi tra le braccia del dancefloor (Rhythm Dance). Un esempio.
(7.0/10)
Scheda: Kieran Hebden, Steve Reid
Abbonati al feed di Stefano Renzi