Recensione
Umsindo Georgia Anne Muldrow
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funk-hop-soul Afrika Voti redazione e staff

Georgia Anne Muldrow

Umsindo

Someothaship

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Neppure il tempo di metabolizzare Ms. One & The Gang e spunta fuori il secondo album vero e proprio di Georgia Anne Muldrow, attesissimo, in contemporanea con Holy Smokes di Perkins/Declaime. Fin dall'iconografia e dal titolo ("suono" in lingua Zulu), è una dichiarazione d'amore per la madre Afrika, terra madre della musica, terra degli antenati, terra ancora schiava da riscattare. Piglio militante, vedi il pezzo incipitario, vedi Caracas ("I'm so ashamed of this country, I'm so ashamed of this policy"). E disco opportunamente legnoso e marrone, meno accattivante, più opaco come suono delle sue ultime produzioni (vedi lo stesso Ms. One), quasi cantautoriale. Ormai possiamo dire di avere intuito una possibile dicotomia: quando produce sotto moniker, Georgia si sbilancia su hip-hop e più marcate contanimazioni electroniche, quando fa cose a nome proprio o con Dudley, resta su un suono più analogico e funk-soul. E qui ripartiamo da Olesi, asciugando ancora di più, centralità del basso (vedi, psichedelicheggiante, Okra), batteria e piano (soprattutto verso fine disco). Alla voce afrofuturismo, Nsamanfo. Echi soft-beefheartiani nelle chitarre di Seminole Unity Chant e So Far. Disco bello nell'insieme, con alcuni pezzi presi singolarmente bellissimi, la lamentosa John The Conqueror, l'oscillante Daisies, Generation (con una linea di voce molto anni Novanta, e anche abbastanza vecchi Red Hot), Slice It, le pianistiche Roses (fortemente voluta da Mos Def sul suo The Ecstatic) e ESP, con quelle quattro note quasi sakamotiane. Disco maturo, non facilissimo, che cresce con gli ascolti.

(7.4/10)

Pubblicazione: 02 Agosto 2009

File under: funk-hop-soul Afrika

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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