Recensione
Cope Freeland
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Elettro, Dance, funk Voti redazione e staff

Freeland

Cope

SRD

Con quegli stomachevoli vocodering in apertura in odor di Eiffel 65 (Cope), Freeland sembra uno dei tanti progetti copia incolla elettro-rock del solito dj wannaby James Murphy. E infatti, i dubbi te li levi subito visto che il singolone è niente meno di una versione MSTRKRFT dei Lcd Soundsystem (Under Control). Inizi a grattarti la testa e a avvelenare la penna, salvo poi ritrovarti perlesso.

Altrove, nel fidgeting compulsivo, scopri cose sneaky à la Miss Kittin cadaverizzate Depeche Mode via Tiga (Strange Things), minimal dai vecchi sussurri House in stile House Of God (Bring It), digital shoegazing Fuck Buttons (Mancry), punk convertito pop à la Pretenders/Blondie/Billy Idol (Borderline), certo (kid) rock da Monclear '80 (Rock On), roba synth pop primissimi Novanta (Silent Speaking) ecc. ecc. niente di ché sia chiaro, ma in pratica, ascoltando l'umilissimo dandy (bravissimo a vendersi in tutte le salse e con tutti i mezzi 2.0 possibili), hai per le mani la cartina tornasole delle cose più modaiole capitate in questi ultimi dieci anni.

Farne a meno o no è un dilemma inutile e da stupidi. Il punto è: i primi Duemila sono riusciti veramente a ricreare un fai da te simile a quello a base di one hit wonder degli Ottanta, e ne sono pur sempre stati "in derivata". Il dilemma rientra: ti rendi conto che una cosa aveva un peso soltanto quando in mano te ne ritrovi una ancor più leggera. La DIY-ness del punk alla fine è il prodotto più commerciale del dopo guerra, nonché il più cheap in tutti i sensi. Più del pop.

(6.5/10)

Scheda: Freeland

Pubblicazione: 07 Agosto 2009

File under: Elettro, Dance, funk

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

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