Come esordio è bello stagionato, questo I nasi buffi e la scrittura musicale. Risale infatti al '99, quando il compositore, polistrumentista, busker e attore Gerardo Balestrieri - nato a Remscheid nel '71, vissuto a Napoli e attualmente residente a Venezia - lo portò in concorso al Premio Tenco, dove guadagnò una certa considerazione, pacche sulle spalle e via andare. Da allora Gerardo ha fatto di tutto: teatro, televisione, radio, qualche apprezzata soundtrack. Son fioccati apprezzamenti & riconoscimenti, ma insomma l'estro di questo apolide guitto venuto ad arricchire la schiera degli estrosi nostrani è sempre rimasto sotto il pelo della notorietà. Finalmente pubblicato e distribuito, quel debutto giunge alle nostre orecchie a fare ciò che deve.
Ovvero a propinarci tarantelle balcaniche e boleri desertici, blues swinganti e tanghi carezzevoli, gighe zigane e mazurche sarcastiche. Nelle quali impazzano il piano e la fisarmonica del Nostro, così come il suo cantare alla stregua d’un De André colto da infingarda ebbrezza Capossela (Saria) o viceversa come un Capossela colto da flemmatico acume De André (L'ame du vin, su testo di Baudelaire). Ma anche come un Conte imbeffardito Arbore (nella nostalgia felpata e marpiona di Blues del putagè) o un Leonard Cohen tra sordide maglie CCCP (nella processione a cuore bigio di Quando il diavolo t'accarezza). Spiccano nella sarabanda le baruffe di fisarmonica (soprattutto in Chi ha visto planare gli angeli del cielo) ed il sax di Daniele Sepe (sbrigliato e fin quasi selvatico in Furto ai nobili di Rue Berget – swing che paga qualche debito alla Dancing dell'avvocato astigiano). Così come è rilevante il Gerardo-interprete di Barcelone (roca devozione Boris Vian) e quello compositore di Il gusto nel niente e nel sorridere, rosario d’incanti ad alzo zero con gocce di veleno poetico De André e piglio da Conte piano-man ingoiato dal respiro di un'orchestra lunare.
L’ascolto mi provoca sensazioni simili a quelle che mi suscitava il primo Capossela: anche del prode Vinicio pensavo non fosse altro che un succedaneo di Conte perlopiù, e vi assicuro che non ero il solo. Ok, vista l’età non è che Balestrieri possa essere considerato una giovin promessa. Però mi sa che lo tengo d'occhio lo stesso.
(7.0/10)
Scheda: Gerardo Balestrieri
Pubblicazione: 01 Giugno 2007
File under: cantautorato jazz
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